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Nasce nel 1943 a Bernareggio, nella Brianza milanese, e comincia a lavorare da giovanissima come operaia in un’azienda di ceramica.
Dopo l’incontro con don Luigi Giussani e il nascente movimento di Comunione e liberazione decide di dedicarsi ai più poveri, in gruppi di sostegno alle famiglie più bisognose.
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Nel 1967 fa la scelta della sua vita: parte per il Brasile.
Vive tre anni a San Paolo, con le Piccole Suore dell’Assunzione, al servizio di famiglie povere e favelados.
Dopo un periodo di qualche anno trascorso in Italia (sennò come avrebbe fatto a conoscere aldoBaldo!!!), nel 1975 torna in Brasile con due grandi amici: Emilio Brughera e sua moglie Mariarita. Lavora come infermiera nell’ospedale di Macapà, in Amazzonia
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Nel 1978 si trasferisce a Belo Horizonte, dove è parroco un altro grande amico: Pigi Bernareggi.
Da allora Rosetta abita nella favela 1° de Maio.
Rosetta affianca Pigi nell’impegno per la pastorale delle favelas, che riunisce comunità impegnate nella promozione dei diritti degli abitanti delle favelas (nelle favelas vive il 30% dei brasiliani, 50 milioni di persone !!!).
Dal loro impegno nasce la prima legge pro-favelas, imitata in tutto il Brasile: il favelado è riconosciuto come cittadino e non può esser cacciato.
Rosetta inizia corsi di formazione e di igiene, mette in piedi un dispensario, poi il primo asilino.
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Dal 1980 Rosetta è sostenuta dall’Ong italiana AVSI. La sua equipe è oggi formata da 73 persone e, grazie anche al progetto adozione a distanza di AVSI, segue oltre 800 bambini (tre asili, un doposcuola e un centro per bimbi abbandonati).
Negli asili di Rosetta vige una sola regola, quella che lei dice sempre alle ragazze:
‘Dovete guardare ciascuno di questi bambini come fosse l’unico al mondo’.
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